ANANKE il Fumetto

I piaceri del male.

Soggetto e sceneggiatura di Marco De Rosa.

Disegni di Giuseppe Candita, Paolo Antiga, Antonella di Muro, Sofia Terzo.

Lettering e grafica di Lara Bartoli.

Ananke è una parola greca che sta a significare il fato, è una divinità, la necessità. Il destino che governa il mondo.

Questo fumetto è un thriller crudo, dal sapore acre. Ho avuto il piacere di poter leggere la primissima parte, uscita pochi giorni fa e presentata al Cartoomics di Milano.

—————– CONTIENE SPOILER ——————–

Vorrei partire innanzitutto parlando dei disegni. Sono molto realistici, hanno uno stile duro. Pur rappresentando molte scene di nudo, non cadono MAI nel volgare, questo a parer mio è molto importante, dato che il sesso in questa opera è un atto di violenza. Subito dopo qualche pagina sembra di essere lì e vedere con i propri occhi ciò che succede, i continui cambi immagine non spezzano la storia, ma al contrario la legano e la rendono più avvincente. I disegnatori meritano davvero un plauso.

Il prologo, con quel sapore di amaro, bagnato, freddo, sembra quello di un film di Tarantino. E’ facile immaginare nella mente ciò che viene descritto, noi siamo lì, anzi, siamo lui, l’autore, e davanti a noi c’è quella donna con gli occhi così diversi, che ci attrae e al tempo stesso ci terrorizza.

La trama è solo all’inizio, ma ci sono tutti i presupposti per rendere l’intera storia accattivante. Innanzitutto vediamo un uomo, Luca Conti, che si prende a pugni con un russo, in un combattimento illegale. Sta per soccombere quando rivede una donna, ‘Silvia’, che viene uccisa da un colpo di pistola. Poi lo vediamo avere un rapporto sessuale con un’altra donna che scopriamo essere il suo capo. E qui subito ci poniamo la domanda: chi era Silvia? Sua moglie? La fidanzata? E che rapporto ha con il suo capo?

Vediamo poi una donna che tortura un prete, mentre all’unità analisi crimini violenti stanno parlando del caso di una certa ‘Ananke’. La scena cambia e vediamo stavolta il prete torturare e stuprare una donna legata ad un letto. Quindi ovviamente viene da chiedersi: le due donne sono la stessa persona? L’offender (viene chiamata con questo termine tecnico) è un’assassina? Una punitrice? E chi è l’uomo che va a prenderla chiamandola ‘mia dea’?

Diciamo che la curiosità di sapere di più su tutta la faccenda è molta, il fumetto è veloce e attira a sé lo spettatore quasi a risucchiarlo. La storia è travolgente, e credo proprio che sarà uno di quei casi in cui il lettore è portato a stare dalla parte oscura più che da quella della Legge. I rimandi all’antica Grecia sono un vero tocco di classe che riesce ad elevare ancora di più il livello dello scritto.

Vi lascio con un’ultima piccola chicca: sul luogo del crimine gli agenti trovano questa scritta in greco antico: Neanche gli dei si mettono contro Ananke.

Beh, direi che noi seguiremo il consiglio, no?

Non vedo l’ora che esca la prossima parte, vi farò sapere subito la data!

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